ABOUT

Il progetto Pornopoetica è una ricerca che s’insinua nel confine tra eros e pornografia: l’intento non è quello di lavorare sull’eccitazione ma è quello di aprire e creare nuove visioni e nuovi possibili immaginari. Se la pornografia procede per categorie, Pornopoetica introduce l'”indefinito” come principio estetico e come via per de-costruire il confine corpo. Pornopoetica interroga la performatività del sesso e la sua rappresentazione, innescando un cortocircuito nella fruizione della pornografia. Pornopoetica esplora l’oscillazione del desiderio, la sua forza politica che spezza ogni pretesa di normalità. Mobile, instabile, metamorfico e nomade, indeterminato, indeterminabile, non catalogabile.

Il progetto Pornopoetica si sviluppa attraverso la performance, il video, la fotografia, l’installazione.

Fanno parte del progetto le performances Pornopoetica, Pornopoetica remix, Camera oscura/Dark room. il progetto fotografico e di fanzine Pleasure Rocks, le installazioni Bright Room e Hot Room, in fase di produzione.

Pornopoetica è una ricerca di TITTA COSETTA RACCAGNI / BARBARA STIMOLI

I nostri corpi e le nostre vite si incontrano nella ricerca sulla sessualità e sul piacere, che entrambe da anni stavamo indagando. Documentarista, filmmaker e regista, danzatrice, coreografa e performer: i due diversi background e i molteplici linguaggi, l’ecletticità e l’esperienza di attivismo e indagine politica sono continuamente mescolati nelle nostre produzioni.

Nel 2015, durante la residenza artistica a San Francisco, presso Djerassi Program – nasce l’idea di Pornopoetica, una riscrittura della pornografia, un’indagine sugli immaginari legati alla sessualità. Alla fine dello stesso anno, grazie alla produzione dell’Associazione Culturale Dello Scompiglio di Lucca, realizziamo l’opera Diario blu(E) sul tema dell’identità e del genere, che viene presentata nella versione filmica, tra gli altri, al Torino Film Festival 2016 e Visions du réel 2017 e nella versione installativa a Pergine Spettacolo Aperto 2017. Da oltre un anno stiamo lavorando alla performance visuale Camera Oscura, che assume il principio dell’indefinito come strumento di ricerca della Pornopoetica.