PORNOPOETICA

 

Pornopoetica è una continua ricerca sul confine e sulle possibilità dello sconfinamento.
Il confine poroso della materia, tra umano e non umano, organico e inorganico.
Il confine sinuoso del piacere, che viene ricercato e risignificato ad ogni esperienza.
Pornopoetica è una ricerca trans, che attua un processo di dis-identificazione dei generi, dei linguaggi, delle discipline e delle categorie.

Nata come studio e destrutturazione del linguaggio erotico e pornografico e dei codici e stereotipi di genere, la ricerca si è inizialmente focalizzata sulla creazione di nuovi immaginari legati alla sessualità. In particolare sulla decostruzione visiva del confine corpo, attraverso quello che abbiamo chiamato il principio estetico dell’indefinito.
Presenza del corpo e impermanenza della visione. 

Nel corso degli anni, in particolare dall’avvio del progetto Pleasure rocks, che ci ha posto in relazione diretta con la materia delle pietre e dei minerali, la ricerca ha poi preso direzioni inaspettate, allontanandosi dal baricentro antropocentrico per intrecciarsi sempre più in profondità con le teorie filosofiche del postumanesimo e del neomaterialismo, in particolare di Rosi Braidotti, Karen Barad e Donna Haraway.